FRANCESCO PALAZZINI 

Coordinatore e Capogruppo di Fratelli d’Italia per il Comune di Arezzo

FRANCESCO PALAZZINI 

Coordinatore e Capogruppo di Fratelli d’Italia per il Comune di Arezzo

Presidente Meloni, la maggioranza in commissione Bilancio ha bocciato tutti gli emendamenti per Roma. Un ceffone in piena regola per la Capitale e per i romani. «Si, la manovra rossogialla ignora Roma Capitale. Ed è sconcertante che un’umiliazione del genere arrivi da un governo sostenuto dai partiti che esprimono il sindaco e il presidente della Regione. II risultato dei lavori della Commissione Bilancio è desolante: bocciate tutte le proposte qualificanti, passa solo la creazione di un “tavolo istituzionale” per il Giubileo del 2025, che non si occuperà dei poteri e delle risorse per Roma Capitale e che rischia di essere l’ennesima scatola vuota nelle mani di Conte. Mi auguro di essere smentita».

Tra le proposte bocciate ce n’era anche una a sua firma, cosa proponeva? «Un fondo ad hoc da un miliardo di euro per coprire gli interventi finalizzati al trasferimento dei poteri a Roma Capitale. Risorse che sarebbero servite per affrontare i problemi strutturali della città: viabilità, trasporti, emergenza abitativa, roghi tossici e inquinamento. Lo hanno bocciato, e non si capisce il perché. Oggi alla Camera si discutono gli ordini del giorno alla manovra e io stessa presenterò quello su Roma Capitale, di cui sono prima firmataria. Vedremo che parere esprimerà il governo e come voteranno Pd e M5S».

Più fondi e poteri per la Capitale: a parole li vogliono tutti, in pratica siamo ancora a zero. «Da anni Conte, Raggi e Zingaretti continuano a fare promesse, ma alla prova dei fatti il risultato è sempre lo stesso. Roma viene umiliata e dimenticata. Ed è triste che questo trattamento le sia riservato da chi viene pagato dai romani per difenderla e valorizzarla».

Conte aveva promesso un capitolo Roma nel piano sul Recovery ma anche qui non se n’è fatto nulla… «Non stupisce, ma ricordo che è solo grazie a Fratelli d’Italia se nelle linee guida sul Recovery Fund è stato dedicato un focus a Roma Capitale. È il frutto di una nostra battaglia in Commissione e continueremo a porla come una priorità. Vedremo se nella versione definitiva del piano da presentare alla Ue, Conte manterrà fede alla parola data».

Raggi è pronta ad annunciare un tavolo sul Recovery invitando imprese, sindacati, forze di opposizione. Accetterà l’invito? «Siamo pronti sempre a dare iI nostro contributo per il bene di Roma e dei romani, ma non siamo disposti a perdere altro tempo o a legittimare operazioni che non portano a nulla. Per noi parlano gli atti e le proposte presentate in Parlamento, in Regione Lazio e in Assemblea capitolina: noi siamo sempre stati coerenti, a differenza di quello che abbiamo visto fare al M5S. È grazie alla mozione di Fdl approvata dall’Aula Giulio Cesare se la Raggi ha avuto la forza di andare da Conte per chiedere più soldi e poteri per la città che i grillini amministrano da quasi 5 anni».

Non sarà che i parlamentari romani non sanno fare “cartello” per difendere le prerogative della Capitale? «È una questione che riguarda tutti i parlamentari perché Roma è la Capitale della Repubblica italiana, non una città qualunque. Tutte le nazioni serie considerano la Capitale come il loro biglietto da visita, hanno previsto uno status specifico, poteri extra e risorse adeguate alle funzioni svolte. Roma è il comune più esteso d’Italia, ospita 29 organizzazioni internazionali, ha un’estensione pari a 12 volte Parigi e 7 volte Milano ma è governata con gli stessi poteri di un Comune di mille abitanti. Non è sostenibile ed è un tema che il Parlamento, nel suo complesso, deve affrontare».


Il Covid ha aggravato il declino socio-economico di Roma. Ora come si riparte?
 «Serve una visione organica di sviluppo capace di valorizzare i punti di forza della Capitale, a partire dal turismo e dai servizi. E una grande operazione per rilanciare l’immagine di Roma in Italia e nel mondo, macchiata da una pessima amministrazione che ha allontanato gli investimenti e non ha creato un ambiente favorevole per gli operatori economici e le imprese. Poi le periferie dimenticate, e che stanno pagando il prezzo più alto in questa crisi. E, appena il Covid Io consentirà, intendiamo organizzare gli Stati generati delle periferie per dare risposte a problemi che hanno tutte le grandi città».


Nel 2021 si vota per il Campidoglio: cresce l’ipotesi di uno slittamento delle elezioni a dopo l’estate a causa della pandemia. Lo ritiene possibile e, nel caso, avallerebbe il rinvio?
 «Assolutamente no, il Covid c’è in tutto il mondo e non mi sembra che altre nazioni abbiano sospeso per questo la democrazia, a nessun livello. La sinistra cerca di trovare ogni pretesto possibile pur di non essere sottoposta al giudizio dei cittadini. Fosse per me, in primavera andrei a votare anche per le politiche per mandare a casa in un colpo solo Conte e la Raggi».


A proposito di elezioni, che tempi prevede per la scelta del candidato sindaco del centrodestra?
 «Siamo a buon punto. Il nostro obiettivo è offrire presto ai cittadini una proposta di governo seria e credibile e il candidato migliore per vincere. A Roma, così come in tutti gli altri comuni e capoluoghi nelle quali si voterà».


Chiunque sarà, sfiderà la Raggi che è appena stata assolta. Assoluzione sulla quale lei è intervenuta…
 «Sì, e l’ho considerata una buona notizia, sia umanamente che per la credibilità della città, che merita rispetto e non altro fango. Non ho condiviso nulla di questi cinque anni di amministrazione Raggi: iI vento non è cambiato, come aveva promesso il giorno dopo la sua elezione. Nessun problema della Capitale è stato risolto, la qualità della vita è peggiorata, e i cittadini hanno la sensazione che in Campidoglio non ci sia nessuno. E su questi temi la giudicheranno, nelle urne, i cittadini».

 

 

L’intervista di Barbara Jerkov